Una canzone è solo una canzone. Parola di Stella Donnelly

Esce proprio oggi – 8 marzo 2019 – Beware Of The Dogs, il primo album vero e proprio della ventiseienne cantante australiana.
Colei che più di tutte canta dell’autodeterminazione della donna contro ogni discriminazione, sopruso e violenza, con urgenza, semplicità e massima libertà.

Un cappellino da baseball si appoggia morbido e deforme sul caschetto bruno di capelli: una cornice perfetta per due occhi cangianti tra il verde e il nocciola che guardano fuori dall’inquadratura pieni di vita. Come di noodles è piena la sua bocca. Un piercing al naso, una salopette di jeans indossata sopra un top nero e lo scorcio di una cucina completano lo scatto di copertina del suo esordio discografico: Thrush Metal, ep uscito nel 2017.

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La copertina dell'ep di Stella Donnelly, Trush Metal
La copertina dell’ep di Stella Donnelly, Thrush Metal

Una foto perfetta, che ancora oggi definisce al meglio la giovane autrice australiana. Stella Donnelly è semplice e piena di vita, sprizza energia da tutti i pori ma soprattutto ha una fretta matta. Ha urgenza di dire la sua, di esprimere la propria rabbia, di metterla nero su bianco tramite un indie pop chitarristico ora scarno ora vivace e stratificato. Canzoni intime e personali ma orgogliosamente battagliere: tutte basate sull’autodeterminazione della donna contro ogni forma di discriminazione, violenza e sopruso.

L’apice artistico di Thrush Metal è raggiunto dalla canzone Boys Will Be Boys. Stella canta di uno stupro subito da una sua amica dando vita a una riuscitissima parodia della società ipocrita per la quale la colpa è comunque sempre della vittima, la donna:

Why was she all alone
Wearing her shirt that low
They said, ‘boys will be boys’
Deaf to the word no.

Una chitarra lievemente pizzicata fa da contraltare alla voce di Stella, ora sussurrata ora intensa e colma di sdegno, per una ballata dolente e catartica da togliere il fiato. Boys Will Be Boys avrebbe tutte le carte in regola per diventare un inno femminista, ma Stella è brava a non cadere nella gratuità del cliché dello slogan politico: il suo scopo è scrivere canzoni semplici con umiltà e sincerità.

foto di Pooneh Ghana
foto di Pooneh Ghana

Il videoclip che fa da corredo alla canzone ne è un esempio lampante: la camera fa una carrellata di oggetti e piccoli dettagli di vita quotidiana (una mela morsicata, una forchetta usata, i panni stesi in camera, fiori appassiti) e poi si concentra su ragazze sole dagli sguardi provati e disperati che nonostante tutto – si capisce – cercano di stare in piedi e tirare avanti: chi fuma, chi accarezza il gatto, chi fa il bucato, chi scrive un diario, chi se ne sta seduta al sole. Poi fa la sua comparsa Stella: torna a casa, accarezza il cane e cantando si prepara la colazione. .

Nella descrizione del videoclip è l’autrice stessa a scrivere che il suo intento era proprio quello “di affrontare certi eventi che si stavano verificando nella mia vita in quel momento. Il video stesso aveva lo scopo di esprimere il peso della colpa della vittima e l’aggressione sessuale sulle vittime stesse mentre gli aspetti banali della vita continuano. Una canzone è solo una canzone, ma per lo meno spero che aprirà conversazioni difficili ma importanti tra familiari, amici, enti governativi, organizzazioni e, soprattutto, ragazzi e uomini”.
Una canzone è solo una canzone: ben detto. Ma questa è una canzone con la C maiuscola, come tutte le altre 5 che compongono l’ep. Non è un caso infatti che i riflettori si siano accesi su di lei immediatamente, tanto da portarla addirittura a suonare al Primavera Club – la sessione invernale del prestigioso festival Primavera Sound – e farle firmare un contratto con la rinomata etichetta discografica Secretly Canadian.

La copertina del disco di Stella Donnelly, Beware of the Dogs
La copertina del disco di Stella Donnelly, Beware of the Dogs

Proprio oggi, 8 marzo Giornata internazionale della donna, esce il suo primo album su lungo formato, Beware Of The Dogs: 13 canzoni che si muovono su un grazioso indie pop – sulla scia di Mac DeMarco e Courtney Barnett -, più statificate rispetto al precedente Thrush Metal, perché nate dal lavoro di una vera e propria band durante le registrazioni. Sarà un caso, ma l’unica canzone “vecchia” ad essere riproposta anche nel nuovo album è proprio Boys Will Be Boys. E infatti i temi trattati sono sempre quelli a lei cari. Il primo singolo Old Man è una sorta di denuncia verso il machismo nel mondo della musica, come lei stessa racconta:

Ho scritto gli accordi e il ritornello nel 2017 più o meno nel periodo in cui Woody Allen chiamò il movimento #metoo una caccia alle streghe. È stato strano per me guardare il mondo cambiare sotto i miei occhi e vedere che questi uomini che avevano esercitato il loro potere per tanto tempo venivano effettivamente ritenuti responsabili delle loro azioni. Mi ha fatto guardare indietro alle mie esperienze come giovane donna che fa musica e a certi uomini di potere che hanno tentato di manipolarmi e sfruttare altre ragazze. Avevo bisogno di scrivere questa canzone per me stessa perché se non l’avessi fatto avrei continuato a sentirmi arrabbiata per cose che probabilmente ho lasciato scorrere nei miei giorni più giovani e ingenui. Non ho intenzione di fare i nomi di queste persone ma è una bella sensazione per me sapere che possono sentire questa canzone e forse provare un pizzico dell’umiliazione e dell’impotenza che mi hanno inflitto in passato.

Ovviamente non tutti i brani si concentrano esclusivamente sul sessismo, ma sono comunque sempre diretti contro le diseguaglianze del mondo e quindi portano dentro una carica politica sempre impegnata, pulsante e pronta a esplodere. Il tutto ammorbidito con dosi di gioia (musicale) e ironia (narrativa, soprattutto dei videoclip). Insomma, Stella riesce a indorare la pillola e sbattere sul muso di tutti il suo pensiero libero.
Come succede nell’altro singolo Tricks in cui racconta di una storia d’amore complicata:

You only like me when I do my tricks for you
You wear me out like you wear that southern cross tattoo

La croce del sud è un simbolo della bandiera australiana paragonabile a una svastica perché è associata a un crescente movimento nazionalista bianco del Paese. E denuncia tutto ciò cantando su un registro musicale allegro e apparentemente spensierato. Chapeau.

Quale modo migliore per celebrare la Giornata internazionale della donna se non ascoltando Beware Of The Dogs in loop? Un album attuale, autentico e libero, che attraverso 13 canzoni afferma il potere di lottare per se stessi, i propri amici e per ciò che è giusto. Che poi, come dice Stella Donnelly, una canzone è solo una canzone.

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