Alla recente Mostra del Cinema di Venezia il cantante dei Radiohead si è aggiudicato il premio per il “Miglior brano originale” con Suspirium, composto appositamente per il film di Luca Guadagnino Suspiria (remake della celebre pellicola girata da Dario Argento nel 1977). Una ballad bellissima e struggente che poco o niente avrebbe a che fare con atmosfere horror, se non fosse per una curiosa e inverosimile “leggenda da forum” che circolava qualche anno fa su Thom e suo fratello minore Andy.
Un solitario incedere di piano saltellante. Si apre così Suspirium di Thom Yorke.
E forse è soltanto in quell’incipit che è possibile cogliere un richiamo seppur vago al famosissimo motivo che i Goblin composero per Suspiria di Dario Argento: Suspiria Theme.
Ma mentre il brano originale si arricchisce subito di macabri sospiri e suoni sinistri in un crescendo prog rock ansiogeno che ancora oggi riesce a inquietare, quello scritto e interpretato dal cantante dei Radiohead si fa etereo e malinconico adagiandosi su un ripetitivo valzer pianistico su cui la voce plana languida e toccante accompagnata qua e là soltanto da un flauto. Una delicata ballad emozionale e strappalacrime lontana anni luce da qualsiasi forma di “paura”. Che poi era proprio la volontà di Luca Guadagnino, come ha dichiarato lui stesso: “Il nostro obiettivo è stato quello di realizzare un film che fosse un’esperienza inquietante e di cambiamento: per questo scopo non c’era persona migliore di Thom. La profondità della sua creazione e della sua visione artistica è così unica che Suspiria sarà rivoluzionario”.
Dal canto suo Thom Yorke ha affermato di aver “guardato il film originale diverse volte e l’ho amato perché rappresentava quell’epoca e per l’incredibile intensità delle musiche. Ovviamente i Goblin e Dario avevano lavorato a stretto contatto e non c’era possibilità che io potessi riproporre le stesse sonorità. Non ce ne sarebbe stato il motivo. C’è una cosa che però ho trovato interessante, la ripetizione di un motivo, ancora e ancora e ancora. Ho pensato fosse una specie di incantesimo, così quando ero in studio era come se stessi facendo degli incantesimi. So che può sembrare stupido ma questo era ciò a cui stavo pensando. Stavo sperimentando una sorta di libertà che non avevo mai provato prima. Non ho lavorato seguendo la forma canzone, con gli arrangiamenti. Ho solo esplorato”.
Ecco, gli incantesimi. Secondo alcune leggende nate sul web non sarebbe però la prima volta che il cantante nato a Wellinborough il 7 ottobre 1968 si dedica a certe “magie”. Tra queste storielle, una soprattutto è legata a suo fratello minore Andy. Ovviamente sono solo dicerie da forum e non sono certo credibili. Ma a chi volesse dargli credito – o fosse semplicemente curioso –, la lieve e innocua Sospirium potrebbe rivelarsi sotto una luce ben diversa.
Ma facciamo un passo indietro.
Andy Yorke è nato il 10 febbraio 1972. Anche lui canta dall’età di 10 anni. Infatti è stato cantante e chitarrista degli Unbelievable Truth: una band nata nel 1993 e che raggiunse un discreto successo verso la fine di quel decennio. È proprio con il loro primo album Almost Here (Virgin Records, 1998) che ho conosciuto l’esistenza di un fratello minore di Thom Yorke. Lessi la positiva recensione su “Il Mucchio Selvaggio” – ovviamente era impossibile non leggere della famosa parentela – e comprai subito il cd. Niente a che vedere con la genialità dei Radiohead, ovviamente. Ma il trio di Oxford sapeva difendersi: il loro esordio si muove su un pop intimo e sussurrato composto da ballate che si ficcano sottopelle con melodie contagiose. Gli Unbelievable Truth (nome preso dall’omonimo film del 1989 diretto dal regista statunitense Hal Hartley) furono una piacevole sorpresa e quelle 11 canzoni girarono nel mio lettore per un bel po’ di mesi: ricordo ancora che in quei giorni l’album produceva su di me l’effetto di una leggera pioggia primaverile, tanto erano fresche e leggere le melodie. E non fu un caso che Almost Here raggiunse la 21esima posizione nelle classifiche inglesi. Certo, essere il fratello di Thom Yorke può aver contribuito non poco a creare curiosità intorno al progetto, ma quel disco – inanellando brani riusciti come Solved e Higher Than Reason su tutti – rappresentava una boccata d’aria fresca rispetto al brit pop imperante ovunque.
Il successivo album Sorrythankyou del 2000 era già qualche spanna sotto al debutto e già nel titolo era chiaro l’intento di sciogliere la band. Andy decise infatti di non essere fatto per il mondo della musica assecondando l’altra sua grande passione: la lingua russa. Nel 2000 torna all’Università per conseguire un master in Politica e Affari russi e da allora lavora in quel settore accademico. Solo nel 2008 si riaffaccia al mondo delle sette note pubblicando l’unico suo album solista, Simple: 12 tracce che scivolano via leggere senza lasciare segno alcuno, riuscendo al massimo a evocare qua e là i REM.
La carriera musicale di Andy non è certo minimamente accostabile a quella di suo fratello maggiore. Un paragone che purtroppo viene spontaneo fare. E non deve essere stato facile convivere ogni volta con questo peso, con il fatto che tutti sempre cercheranno di misurarti con la grandezza artistica di un parente stretto. Quando è un fratello deve essere ancora più dura. Ma Andy pare abbia sempre escluso qualsiasi rivalità con Thom. Anzi, a leggere le poche interviste che ha rilasciato nel corso degli anni emerge un Andy Yorke timido e sensibile, lontanissimo dallo stereotipo della rockstar. Più volte ha affermato di aver sempre stimato il lavoro di Thom senza nessuna invidia.
E allora perché Thom voleva sparargli? È proprio questa la tesi di quell’inverosimile e vaga leggenda nata, si spera, per caso su Internet. Il cantante dei Radiohead, ovvero il genio e l’artista più influente della sua generazione, sembra essere stato vittima di una superbia tanto accecante (un processo di invidia al contrario) da desiderare la morte del fratello?
Baggianate, ci mancherebbe. Ma spulciando su vari forum dedicati ai Radiohead in cerca di notizie sul rapporto tra Thom e suo fratello Andy mi sono imbattuto in un post nel quale si afferma che il brano Kid A (contenuto nell’omonimo album dei Radiohead del 2000) potrebbe essere dedicato proprio a Andy (il titolo tradotto significa “ragazzino A”, dove “A” dovrebbe essere l’iniziale del nome). Ovviamente, non esistono dichiarazioni ufficiali di Thom al riguardo. Anche il testo della canzone sembra parlare di tutt’altro, a meno che non si voglia forzatamente leggere il verso “Standing in the shadows at the end of my bed” (In piedi nell’ombra ai piedi del mio letto) come un inquietante ricordo di infanzia tra i due fratelli. Ma la cosa più sconvolgente si legge in un commento sotto il testo di Kid A: “If you play this song backwards, you hear Thom Yorke say ‘Andrew Little must be shot’”.
A quanto pare se si ascolta la canzone al contrario – sì, suona tutto come già sentito, alla stregua delle dicerie sulla “satanica” Stairway To Heaven dei Led Zeppelin – verso la fine sembra di sentire Thom dire “il piccolo Andrew deve essere sparato”.
Personalmente, percepisco solo suoni indistinti che solo vagamente sembrano recitare quella minaccia. Pare di cogliere qualche parola simile, ma è facile lasciarsi suggestionare. Comunque sia, approfondendo le ricerche, questa “leggenda” è girata su più forum e siti in maniera abbastanza virale, sebbene nei commenti un po’ ovunque sia stata accolta come una gigantesca castroneria. Per fortuna.
Alla luce di tutto ciò, però, fa una strana sensazione ascoltare Thom Yorke che canta un brano per la colona sonora di un film horror. Per me Suspirium resterà per sempre una struggente ballad pianistica in cui perdermi. Ma non farò mai l’errore di ascoltarla al contrario. Non fatelo neppure voi. Chissà quale “incredibile verità” potrebbe emergere stavolta.
Un’ultima domanda: qualcuno ha mai provato a mettere in reverse le canzoni di Andy?
Thom Yorke ha firmato l’intera colonna sonora che uscirà il 26 ottobre per XL Recordings con il titolo Suspiria (Music for the Luca Guadagnino Film)


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