Lago Film Fest: cinema indipendente e magia al chiaro di luna

Ho fatto parte della grande famiglia di Lago Film Fest nel 2016 e ho visto l’alba più bella che io ricordi proprio dal molo di Revine Lago, in provincia di Treviso.
Poi, ovviamente c’è stato molto altro.

Quest’anno il Festival di Cinema Indipendente torna con la sua sedicesima edizione dal 24 luglio al 2 agosto e ne ho parlato un po’ con Viviana Carlet, fondatrice e direttrice artistica di Lago.

Come nasce Lago Film Fest?

Dopo essermi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia, volevo capire cosa fare della mia vita e allora sono tornata a casa e ho deciso di fare qualcosa con i miei amici.
Soprattutto volevo unire tutto quello che mi piace, creare un gran salotto a cielo aperto, dove far dialogare in armonia gli spazi, chi ci abita e gli artisti stessi.
Mi sono lasciata ispirare dall’arte relazionale e dalla Public Art degli anni 70 e ho scelto il cinema come mezzo più semplice e diretto, a differenza dell’arte contemporanea, per poter creare il mondo di Lago Film Fest, dopo aver frequentato anche le realtà del Milano Film Festival e del Lucania Film Festival, a Pisticci.

Il Festival è alla sua sedicesima edizione, cosa è cambiato in questi anni?

Di sicuro in due giorni riesco a fare quello che 15 anni fa facevo in sei mesi!
Poi Lago è solo l’apripista, le attività ci sono tutto l’anno e sicuramente l’obiettivo è altrove, ad ampio raggio, e punta a creare nuovi sistemi, nuove attenzioni e una nuova percezione della realtà. Ci piacerebbe dare vita a un futuro che guarda già 20, 30 anni avanti e stimolare una consapevolezza adeguata alla nostra realtà, cercando di capire quello che ci circonda e sviluppare nuove strategie di sviluppo.
Immagino una diversa fruizione di livelli per chi abita e vive il Festival, per dare la possibilità di una convivenza sincera e genuina tra l’artista e l’abitante di Revine Lago.
Fondamentalmente in questi anni è cambiato un po’ tutto e niente, chi ha fatto parte del Festival è un essere vivente e quindi ha creato e dato un suo contributo all’evoluzione di Lago stesso e di sicuro lo ha arricchito.
Il nostro spirito è stato molto semplice e diretto fin dall’inizio, noi siamo quello che vedi, facile, senza troppi giri di parole ed è un modo di essere proprio del luogo e questa per me è assolutamente una costante che va preservata e deve rimanere nel tempo, nonostante la grafica del Festival più figa.
Lago rimane sempre un punto di incontro e di crescita, dove tutti offrono il loro contributo, la loro conoscenza e poi ne tornano arricchiti.
Noi cerchiamo proprio chi non ha esperienza, vogliamo che si metta in gioco!

Come sarà questa nuova edizione?

L’attenzione sarà sul cinema e sulle proiezioni che, per quest’anno saranno, tutte in un unico punto e cioè sul grande prato del Livelet (all’interno del Parco Didattico Archeologico) dove sarà allestito un maxi schermo per rispettare tutti i parametri adeguati di sicurezza ed il biglietto andrà acquistato online preventivamente.
Sicuramente abbiamo dovuto rinunciare a quegli aspetti che erano comunque parte integrante di Lago, come le performance, la danza, i concerti, i progetti speciali e tutte quelle attività a stretto contatto ma che verranno comunque recuperate nel corso dell’anno.
Ad esempio, a Pasqua del prossimo anno, sarà dedicato spazio alla danza e quindi ogni aspetto del Festival troverà la sua cornice di valorizzazione e crescita, avendo più tempo ad hoc dedicato.
Inoltre non avendo con noi ospiti, registi, giuria o volontari, il pubblico giocherà un doppio ruolo: quello di ospite e di giudice!
Sarà una sfida molto bella e stimolante per il Festival e per chi ne farà parte, non vediamo l’ora. 

Ora un consiglio. Cosa bisogna assolutamente fare, una volta arrivati a Lago?

Bisogna perdersi, tornare bambini per poter avere ancora quello sguardo curioso, incosciente, temerario e coraggioso.
Abbiamo scoperto come esserlo, come giocare e poter inventare, insomma abbiamo visto come davvero qualsiasi cosa è possibile.
Il mondo se vuole si può fermare e si può cambiare, senza più inquinare.
L’abbiamo fatto, ci siamo fermati e stiamo sperimentando, tutti insieme, questa nuova normalità, con un passo diverso.
Credo sia una possibilità unica e bisogna sfruttarla, per molti è stata dura, atroce, e noi non abbiamo mai voluto tirarci indietro, volevamo esserci, lavorare e dare un po’ di speranza con i nostri strumenti per trovare una nuova forza.

Qui trovi tutte le informazioni dettagliate su questa edizione e qui puoi sbirciare tutti gli aggiornamenti sulla pagina Facebook.

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