Ehi, io quella maglietta la conosco!

Mud: la maglietta dei Fugazi
Mud: la maglietta dei Fugazi
Mud: la maglietta dei Fugazi

Tempo fa in qualche sperduto angolo del web mi è capitato di leggere un interessante articolo che poneva come oggetto d’analisi il valore simbolico delle t-shirt di gruppi musicali. Non posso riportare con assoluta certezza la tesi del giornalista o blogger in questione, ma il sunto del discorso era più o meno questo: la maglietta di una band è il feticcio musicale al quale ogni fan è in assoluto più legato. Il motivo è abbastanza semplice: indossare, o anche soltanto possedere, la maglietta di un gruppo che ti sta particolarmente a cuore equivale a una dichiarazione di affiliazione e devozione ad esso. In poche parole: fare parte di una specie di setta.

A pensarci bene a chi non è mai capitato, passeggiando per strada, sentirsi posare sulla maglietta del gruppo x indossata lo sguardo di un passante che in essa intravedeva chissà quale particolare momento della sua vita? A volte vi sarà anche successo di aver avuto a che fare con quel tipo di persone che oltre allo sguardo di intesa, si saranno sentite in dovere di spendere un commento a riguardo, quando socializzare era una delle ultime cose che avreste voluto fare in quel momento. Da quel semplice commento, va da sé, sarà scaturita una conversazione infinita che sarà poi naufragata sul rivangare certi ricordi, vecchi concerti, album diventati di culto…

Fatto sta che pochi giorni dopo aver letto il sopracitato articolo, mi è capitato di imbattermi nella scena di un film in cui il personaggio in questione indossava la maglietta di una delle più influenti band della scena punk-hardcore anni 80-90: i Fugazi. Il film in questione era Mud (diretto da Jeff Nichols), che vede protagonista un imperscrutabile Matthew McConaughey naufragato su un isolotto del Mississippi e alle prese con un torbido passato cui cercherà di venire a capo con l’aiuto di due impavidi ragazzini, Ellis e Neckbone. Ed è proprio l’immagine di quest’ultimo con indosso una nostalgica maglietta dei Fugazi ereditata da un qualche fratello o cugino di età maggiore, che mi ha fatto cominciare a passare in rassegna, nella mia memoria, scene di film in cui i protagonisti vestono maglie di band. Non è stato facilissimo, occorre una memoria fotografica ben allenata, ma con la giusta dose di sforzo e grazie all’aiuto di questo magico luogo che è internet sono riuscito a tirar fuori questa mini-lista di film in cui musica e cinema si fondono in un tutt’uno, e in cui grazie a una semplice maglietta empatizzare con certi personaggi risulta molto più facile.

L’ARTICOLO CONTINUA DOPO LA PUBBLICITÀ
L’ARTICOLO CONTINUA DOPO LA PUBBLICITÀ
L’ARTICOLO CONTINUA DOPO LA PUBBLICITÀ

Alta fedeltà

Alta Fedeltà, diretto da Stephen Frears e tratto dal celebre romanzo dello scrittore inglese Nick Hornby, è con ogni probabilità il film che meglio incarna il connubio tra cinema e musica. La commedia, infatti, ruota attorno alle (dis)avventure amorose di Rob Gordon (John Cusack) proprietario di un negozio di dischi nella periferia di Chicago, il Championship Vinyl, e al rapporto nevrotico di Gordon con i suoi due dipendenti Barry (Jack Black) e Dick, con i quali è solito stilare top five musicali legate a qualsiasi tipo di argomento. L’immagine di una naif Catherine Zeta Jones con addosso la maglietta dei Pretenders resta probabilmente un capolavoro di fotografia che ogni musicologo amante della settima arte, a distanza di quasi venti anni dall’uscita del film, avrà ancora ben stampata in testa. Da paura, e non potrebbe essere altrimenti, la colonna sonora composta da gemme pop firmate Velvet Underground, Bob Dylan, Stereolab, Marvin Gaye e Steve Wonder.

Alta fedeltà: John Cusack indossa la maglietta degli NYC Ska
Alta fedeltà: John Cusack indossa la maglietta degli NYC Ska
Alta fedeltà: Catherine Zeta Jones indossa la maglietta dei The Pretenders
Alta fedeltà: Catherine Zeta Jones indossa la maglietta dei Pretenders

500 giorni insieme

Altro film costellato di riferimenti musicali è quel 500 Giorni Insieme che sul finire degli anni ‘10 è entrato a far parte dell’immaginario dalle tinte indie, che vede alla regia Marc Webb, già noto per aver diretto numerosi video musicali e come protagonista femminile Zoey Deschanel, voce del duo She&Him insieme a M.Ward. Quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una commedia romantica, si dimostra un tortuoso cammino alla ricerca di se stesso del goffo e idealista protagonista maschile (Joseph Gordon-Levitt): scandita dal passare dei giorni, la delusione amorosa di Tom diventa motore per il suo riscatto sociale e sentimentale.
Qui la colonna sonora si intreccia alla relazione fra i due giovani, rispecchiandone l’animo da teenage angst, con delle tracce prodotte dagli attori stessi. Tom incarnando il perfetto prototipo dell’animo sensibile e tormentato della nostra generazione, indossa maglie come quella dei Clash o dei Joy Division.

 

500 giorni insieme: Joseph Gordon-Levitt indossa la maglietta dei Clash
500 giorni insieme:Joseph Gordon-Levitt indossa la maglietta dei Clash
500 giorni insieme: Joseph Gordon-Levitt indossa la maglietta dei Joy Division
500 giorni insieme: Joseph Gordon-Levitt indossa la maglietta dei Joy Division

Scott Pilgrim vs the World

Se ti senti parte della neet generation e il divano dei tuoi genitori è il tuo luogo eletto, di sicuro conosci questo film a memoria. Scott Pilgrim vs the World, tratto dall’omonimo fumetto, ritrae l’universo di un giovane nerd bassista (Michael Cera) e della sua band di coetanei: va da sé quindi che il film veda il trionfo di magliette sgualcite di gruppi indie. La t-shirt che appare più spesso è quella degli Smashing Pumpkins – con le iniziali che erroneamente vengono attribuite al nome del protagonista – ma ci sono altre chicche da scovare, come ad esempio i New Order o i Plumtree. Un film di formazione post-moderno che non può mancare nella videoteca di ogni amante di musica e fumetti.

500 giorni insieme: indossa la maglietta degli Smashing Pumpkins
500 giorni insieme: la maglietta degli Smashing Pumpkins

Transformers

Diretto da Michael Bay, Transformers è il primo capitolo della saga tratta dai celebri Transformers Hasbro.
Qui possiamo vedere il giovane Sam Witwicky, interpretato da un imberbe Shia Labeouf, coinvolto nell’antica lotta tra due razze aliene robotiche: i buoni Autobots da una parte, i cattivi Decepticons dall’altra.
Nella faida tra le due fazioni, scoppiata sul pianeta terra per assicurarsi Energon, fonte di energia capace di generare vita ai Transformers, prende parte l’adolescente Sam l’unico che può aiutare gli Autobots a ritrovare Energon prima che finisca in mano ai nemici. Nella celebre scena in cui Sam si imbatte in Barricade, transformer in versione pattuglia della polizia, si vede quest’ultimo indossare la maglietta con il celebre logo degli Strokes. Da quel momento il pubblico si è diviso tra chi accusava Bay di aver reso la band di Julian Casablancas mainstream, e chi ringraziava il regista per la scoperta di una band che pensava in realtà risalire agli anni Sessanta: “This was the first moment I ever learned of the Strokes, back in 2007. I thought they were one of those 60’s bands at the time. Forever Timeless.”

Transformers: Shia abeouf indossa la maglietta degli Strokes
Transformers: Shia Labeouf indossa la maglietta degli Strokes

Almost Famous (Quasi Famosi)

Ogni millenial che si rispetti, cresciuto con la velleità di diventare critico musicale, difficilmente non si sarà imbattuto in Almost Famous (Quasi Famosi), film che racconta il sogno dell’adolescente William, appassionato di musica che si ritrova a dover seguire in tournée, per conto della celebre rivista Rolling Stone, la rock band emergente degli Stillwater. Ambientato negli anni 70, quando ancora la logica del merchandise come la intendiamo oggi era agli albori, nel film si possono trovare numerosi riferimenti all’immaginario rock dell’epoca: prendiamo ad esempio la t-shirt dei Led Zeppelin indossata da Vic, in cui compare la scritta “have you seen the bridge” sulle spalle e “to be a rock and not to roll” sul petto, che il ragazzo era riuscito a farsi autografare dal suo mito Robert Plant.

Almost Famous (Quasi Famosi): la maglietta dei Led Zeppelin
Almost Famous (Quasi Famosi): la maglietta dei Led Zeppelin

40 anni vergine

In un articolo pubblicato ormai dieci anni fa su Vulture ci si domandava quali fossero le caratteristiche che rendono grande un attore. I giornalisti che firmavano l’articolo sostenevano che se è vero che John Gielgud poteva contare sulla sua voce magistrale, Christian Bale sul suo corpo che “cambia” in continuazione, Keanue Reevs sul suo viso infinitamente espressivo, c’è poi chi riesce a distinguersi nel mondo di Hollywood per particolari ben più bizzarri. E chi se non quel mattacchione di Seth Rogen che ha fatto della sua collezione di t-shirt un marchio di fabbrica? Si deve infatti sapere che Seth Rogen è un grande collezionista di magliette, delle più disparate. In 40 anni vergine, in cui recita i panni di un personaggio minore, Cal, lo si può trovare con addosso magliette di band che hanno fatto la storia degli anni ottanta e novanta (Nirvana, Sonic Youth, Public Enemy, GZA) che si confanno alla perfezione con il suo outfit normie-oriented.

40 anni vergine: Seth Rogen indossa la maglietta dei Sonic Youth
40 anni vergine: Seth Rogen indossa la maglietta dei Sonic Youth
40 anni vergine: Seth Rogen indossa la maglietta dei Nirvana
40 anni vergine: Seth Rogen indossa la maglietta dei Nirvana
40 anni vergine: Seth Rogen indossa la maglietta dei Public Enemy
40 anni vergine: Seth Rogen indossa la maglietta dei Public Enemy

Lo sapevi che iscrivendoti alla nostra mailing list ricevi subito uno sconto del 50% su un prodotto dello shop, anteprime speciali e l'esclusiva offerta della settimana?

MI ISCRIVO SUBITO 😍

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *