
Violeta Lopiz è un’illustratrice spagnola, curiosa e entusiasta del suo lavoro.
Il nostro incontro con lei è avvenuto grazie a un’occasione speciale, l’abbiamo conosciuta infatti tramite le ragazze di ZOO, bistrot-libreria di Bologna, con le quali abbiamo progettato e prodotto recentemente una box in edizione limitata.
Le abbiamo rivolto alcune domande per scoprire qualcosa di piĂš sul suo lavoro.
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Prima di avvicinarti allâillustrazione, ti sei occupata di musica: questa esperienza come ha influenzato il tuo lavoro attuale?
Ho studiato musicologia allâuniversitĂ e per due anni, dopo la laurea, ho insegnato: ho presto capito che questa non era la mia strada e cosĂŹ ho deciso di iscrivermi alla scuola ArteDiez di Madrid.
Nel mio lavoro di oggi mi ispiro alla musica e alla didattica, perchĂŠ entrambe hanno lasciato un segno su di me: penso ci siano analogie tra il ritmo della narrazione delle illustrazioni e della musica e penso che il modo di ascoltarla si avvicini molto a un certo modo di guardare alle cose.
Spesso chi osserva le mie illustrazioni dice che âsi sente la musicaâ ed è anche per questo che recentemente ho iniziato a ragionare sul come descrivere la musica attraverso le immagini e le animazioni.

Ti è piaciuto confrontarti con la tessitura?
Avevo una grande voglia di disegnare con i fili e questa occasione mi ha permesso di studiare, ragionare e imparare un sacco di cose, semplicemente lavorandoci.
Da tempo sognavo di mettermi in gioco con qualcosa di tessile, perchĂŠ nellâultimo anno ho fatto molta ricerca sull’arte popolare del Sud America e credo che ciò che davvero accomuna tutti i Paesi di quella zona del mondo sia lâarte tessile.
Spero presto di riuscire a fare un viaggio in PerĂš, per continuare ad approfondire la mia conoscenza sulle tecniche di tessitura tradizionale.
Come lavori? Disegni a mano o direttamente in digitale?
Lavoro ogni volta in modo diverso, con materiali sempre diversi, non uso una tecnica sola perchĂŠ mi piace sperimentare.
Prediligo il disegno a mano, ma per la collaborazione con voi ho lavorato in digitale, perchÊ lo strumento si prestava meglio a ciò che volevo realizzare, permettendomi di sperimentare texture, pattern, linee, ecc.
Eri partita da un primo bozzetto astratto, per poi arrivare a disegnare i pesci: perchĂŠ hai scelto questo soggetto?
Avevo iniziato a lavorare su un disegno astratto, perchĂŠ temevo che un soggetto diverso potesse risultare troppo decorativo: mi sono poi ricreduta e ho scelto i pesci perchĂŠ si prestavano perfettamente alla mia volontĂ di lavorare con textures diverse.
Ho preso spunto dai libri naturalistici dei secoli passati e dalle fotografie trovate online, perchĂŠ credo che dallâosservazione della natura (diretta o indiretta) si possano trarre grandi ispirazioni.
Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Cerco di non guardare troppo al lavoro dei miei colleghi, per evitare di farmi influenzare; sono in generale interessata alla scienza, alla psicologia, alla filosofia.
âSegui Violeta su Facebook: facebook.com/violetalopizilustracion


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