Oblò #11 | il magazine di hoppípolla

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Nel 1921 due linguisti americani, Edward Sapir e Benjamin Lee Whorf, diedero vita alla Teoria della relatività linguistica; partendo dal fatto che lingue descrivono spesso la stessa situazione in modi grammaticalmente diversi dedussero che la loro lontananza non risiedesse tanto nel suono e nei segni, ma – prima di ogni cosa – in una diversità dei popoli di concepire il mondo. Gli eschimesi hanno molte e diverse parole per indicare la parola “neve” ma, prima dell’arrivo del Cristianesimo, nessuna che potesse indicare il concetto di “anima” o di “Dio”. Ancora oggi non sappiamo se Sapir e Whorf avessero ragione ma abbiamo capito che esistono parole universali che dimostrano quantomeno l’esigenza in ogni lingua di descrivere qualcosa che proprio non può mancare. Una di queste parole è “casa”. Non edificio, né luogo dove riposare
o al quale appartenere, ma tutte queste cose – e altre ancora – insieme. Questo numero è dedicato all’architettura domestica, all’importanza di avere un posto da chiamare casa.

Dimensioni: A5, 40 pagine
Lingua: italiano
Pubblicazione: novembre 2019

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