5 film cult indie in uscita nel 2022 che non vediamo l’ora di vedere

Dopo un 2020 che ha messo a dura prova l’entertainment a causa della pandemia di coronavirus, il 2021 ha sancito la ripartenza della settima arte tra blockbuster come “Spider-Man: No Way Home” che hanno conquistato il box office mondiale e capolavori indie come “Nomadland” e “Minari” che hanno trionfato agli Academy Awards. 

Il 2022 è appena iniziato ma le premesse per bissare i successi dello scorso anno sono alte. Dal ritorno di Asghar Farhadi con “Un eroe” al musical “Cyrano” di Joe Wright, ecco cinque capolavori indie che, spaziando tra generi antitetici come il dramma, il musical, il fantastico e l’horror, consacreranno il cinema indie il grande protagonista di questo 2022.

Un eroe

Asghar Farhadi è un regista che non ha bisogno di presentazioni. Vincitore di due premi Oscar per il miglior film straniero per “Una separazione” e “Il cliente”, Farhadi è un simbolo del cinema internazionale. Il suo entertainment d’autore conquista il pubblico e la critica attraverso storie reali, il più delle volte ambientate nel suo paese d’origine, l’Iran, di cui racconta con onestà e intelligenza tradizioni e contraddizioni. 

Dopo la parentesi internazionale di “Tutti lo sanno”, “Un eroe” segna il suo ritorno alle origini: Rahim, finito in prigione per un debito che non può pagare, sfrutterà una circostanza fortuita per cambiare le carte in tavola scontrandosi con un grande nemico, il potere dell’apparenza in un paese segnato da tragiche difficoltà.

Cyrano

Non è da tutti debuttare dietro la macchina da presa con una pellicola come l’”Orgoglio e pregiudizio” interpretato da Keira Knightley nel 2005, uno dei migliori adattamenti del classico letterario di Jane Austen nonché vero e proprio cult del cinema britannico. 

Dopo capolavori del calibro di “Espiazione” e “L’ora più buia”, Joe Wright torna in sala con “Cyrano”, un musical dal respiro classico e dal tocco indie che racconta la storia di un uomo considerato un “freak” e del suo amore per Roxanne. Un dramma romantico ispirato dall’omonimo musical di Erica Schmidt che emoziona tra musiche coinvolgenti, duelli spietati e performance straordinarie capitanate da un Peter Dinklage da Oscar.

Una madre, una figlia

Che cosa rende unico il cinema indie? La risposta è semplice: lo sguardo libero dalle major hollywoodiane e il racconto di paesi e culture attraverso gli occhi di chi li vive in prima persona. L’indie è così molto più di semplice entertainment ma autentica realtà: ne è la prova “Una madre, una figlia”, l’emozionante dramma diretto da Mahamat-Saleh Haroun interpretato da Achouackh Abakar Souleymane e Rihane Khalil Alio che racconta il rapporto madre-figlia di Amina e Maria segnato dalla gravidanza in un paese in cui l’aborto non è legale. Un viaggio drammatico che rivela la lotta per la sopravvivenza di una comunità di donne in un paese che non ne riconosce i diritti fondamentali. 

Strawberry Mansion

Il cinema fantastico non è sinonimo solo di cinecomics e blockbuster. La prova è l’affascinante e misterioso “Strawberry Mansion”. Scritto e diretto da Kentucker Audley e Albert Birney, “Strawberry Mansion” racconta un futuro distopico in cui non è permesso sognare. Ma per uno strano caso del destino, un contabile dei sogni si ritroverà intrappolato nei bizzarri sogni di un’eccentrica signora che incontrerà sulla sua strada. 

Caratterizzato da uno stile visionario ed elettrizzante, “Strawberry Mansion” fonde stravaganza ed emozione in un viaggio folle e innovativo che diverte e sorprende. Una fiaba presentata in anteprima al Sundance Film Festival che, cavalcando la struttura narrativa di “L’arte del sogno” di Michel Gondry, rivela la natura enigmatica dei sogni.

A Banquet

Cult del calibro di “It Follows”, “À l’intérieur” e “Martyrs” hanno due caratteristiche in comune: sono alcuni tra i film più terrificanti di tutti i tempi e nascono dall’indie horror. Un sottogenere del cinema di “serie B” che non ha paura di spingere l’acceleratore su sequenze shock e scelte disturbanti che spesso riscrivono le sorti dell’horror. Caratterizzato da un titolo eloquente, “A Banquet” racconta l’inquietante storia di Holly, una donna sconvolta dal suicidio del marito, che si batte contro la scelta della figlia di smettere di mangiare per destinare il suo corpo al servizio di un potere superiore. Un horror viscerale che, trattando temi complessi come la maternità e il nutrimento, conquista, spaventa e seduce tra la regia magnetica e a tratti claustrofobica di Ruth Paxton e le interpretazioni straordinarie di Sienna Guillory e Jessica Alexander.

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