“In viaggio, la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora, che il viaggio comincia”. Le agrodolci parole dello scrittore, giornalista e fotografo svizzero Nicolas Bouvier descrivono alla perfezione la dimensione simbolica e spesso metaforica del viaggio. Un’avventura che, a prescindere dalla meta, ci arricchisce portandoci a esplorare parti di noi che non conoscevamo. Un po’ come i film che, trascendendo la dimensione narrativa ed estetica, sono a tutti gli effetti dei viaggi interiori sul grande e sul piccolo schermo che ci invitano a riflettere sulle nostre paure e a sperimentare sensazioni, luoghi e culture ignoti.
E lo sono in particolar modo i road movie: un genere classico della settima arte che, attraverso le avventure dei protagonisti, racconta la loro interiorità nel tortuoso percorso che li porta a macinare migliaia di chilometri prima di raggiungere i titoli di coda. Un viaggio cinematografico che vi invitiamo a rivivere con noi attraverso questi cinque film indie indispensabili per conoscersi e riconoscersi lungo la strada della vita:
Una storia vera
David Lynch è uno dei registi più suggestivi e misteriosi della storia del cinema. I suoi film non sono solo alcuni dei più grandi classici della settima arte ma sono a tutti gli effetti dei viaggi nella mente e nella psiche dello spettatore in cui la filosofia, l’arte e la follia diventano un presupposto autoriale per raccontarci la sua grottesca visione dell’esistenza. Ma c’è un solo film in tutta la sua complessa filmografia che abbandona i topoi del cinema lynchiano per concentrarsi sulla dimensione del viaggio. Interpretato da Richard Farnsworth, “Una storia vera” racconta la straordinaria avventura di un contadino dell’Iowa disposto a viaggiare per 386 chilometri su un tosaerba per rivedere il fratello malato. Un film intimo, delicato, suggestivo ed emozionante che, tra i paesaggi incontaminati e le musiche di Angelo Badalamenti, analizza e riflette il senso della vita.
Ella & John – The Leisure Seeker
Tra i registi più brillanti del cinema italiano, Paolo Virzì ha un ruolo d’onore. Una filmografia costellata da commedie e drammi dal sapore agrodolce che, tra personaggi sui generis e un pizzico di ironia, lo rende a tutti gli effetti un autore capace di affrontare tematiche contemporanee e mai banali. La prova è il suo film più ambizioso, “Ella & John – The Leisure Seeker” in cui dirige due star mondiali del calibro di Helen Mirren e Donald Sutherland in un dramma on the road sulle difficoltà della terza età tra storie d’amore imperfette, tragiche malattie e un desiderio di rinascita nell’ultima difficile fase della vita. Un cult a tutti gli effetti che commuove ed emoziona grazie al talento dei suoi interpreti e alla straordinaria capacità di Paolo Virzì di fare suo anche il cinema on the road.
Thelma & Louise
Da kolossal epici come “Il Gladiatore” e “The Martian” a sci-fi leggendari come “Alien” e “Blade Runner”, Ridley Scott è sinonimo di blockbuster. Eppure tra i suoi film più amati dal pubblico e dalla critica mondiale c’è proprio “Thelma & Louise”, il road movie conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Interpretato da Susan Sarandon, Geena Davis, Harvey Keitel, Brad Pitt e Michael Madsen, “Thelma & Louise” racconta l’avventura di due donne e amiche disposte a tutto per liberarsi da un universo maschile che le ha sempre assoggettate al suo volere…anche infrangere la legge per abbattere i ruoli sociali e diventare le uniche protagoniste della loro straordinaria esistenza. Un cult leggendario divenuto uno dei più grandi manifesti di indipendenza femminile e inserito tra i migliori road movie della storia del cinema.
Into the Wild – Nelle terre selvagge
La realtà supera spesso l’immaginazione. La prova è la bizzarra e incredibile storia vera dello studente e atleta Christopher McCandless che, nei primi anni Novanta, intraprende un lungo e selvaggio viaggio attraverso gli Stati Uniti per raggiungere l’Alaska. Un’avventura raccontata prima sulle pagine del libro di Jon Krakauer “Nelle terre estreme” e poi su pellicola da Sean Penn nel cult “Into the Wild – Nelle terre selvagge” del 2007. Un’opera impeccabile che, impreziosita dalla colonna sonora di Eddie Vedder e dall’ottima performance di Emile Hirsch, riflette la dimensione più autentica del viaggio inteso proprio come fuga verso la libertà da una società tanto evoluta quanto costrittiva.
Priscilla – La regina del deserto
Sono tante le opere LGBT che hanno segnato la settima arte. Ma “Priscilla – La regina del deserto”, il cult di Stephan Elliott interpretato da un cast stellare composto da Terence Stamp, Hugo Weaving e Guy Pearce, ha ridefinito prima di tutti il cinema di genere trasferendolo in una dimensione on the road che ne ha consacrato il successo internazionale tra cinema e teatro. Un trionfo di performance indimenticabili, canzoni iconiche e costumi impeccabili (premiati agli Academy Awards del 1995) che ha conquistato il pubblico e la critica mondiale lanciando Stephan Elliott tra i registi più suggestivi e poetici della storia del cinema di cui “Priscilla – La regina del deserto” resta, ancora oggi, un’intramontabile pietra miliare ricca di ironia, dramma e poesia.


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