5 cinecomics indie da scoprire

È inutile negarlo, i cinecomics rappresentano il futuro della settima arte. E il motivo è semplice e va ben oltre le critiche di autori del calibro di Martin Scorsese e Ridley Scott: i cinecomics hanno la straordinaria capacità di conquistare milioni di persone in tutto il mondo dando nuova linfa alla dimensione unica e insostituibile della sala cinematografica.

In un periodo storico segnato dalla pandemia di coronavirus in cui l’entertainment tratto dalle strisce a fumetti raggiunge cifre record al box office mondiale, è indiscutibile l’impatto positivo dei cinecomics che coinvolgono registi straordinari del calibro del premio Oscar Chloé Zhao o del geniale e poliedrico Sam Raimi. Ma oltre al Marvel Cinematic Universe e alla DC Comics ci sono cinque cinecomics, altrettanto ricchi di fascino e immaginazione, che trascendono la dimensione “super” nel cinema indie.

Darkman

Dodici anni prima di “Spider-Man” e trentadue prima di “Doctor Strange nel Multiverso della Follia”, Sam Raimi scrive e dirige il suo primo cinecomic: “Darkman”. Un cult interpretato da Liam Neeson e Frances McDormand ispirato al romanzo de “Il fantasma dell’Opera” che vede il futuro interprete di “Io vi troverò” nei panni di un brillante scienziato  – sfigurato da un’esplosione –  disposto a tutto per compiere la sua vendetta. Un concentrato di azione, citazioni e orrore che, accompagnato dalle suggestive musiche di Danny Elfman, consacra Sam Raimi tra i registi più straordinari della sua generazione e Darkman tra gli antieroi più misteriosi e affascinanti del cinema di genere. 

Unbreakable

Dopo lo straordinario successo de “Il sesto senso”, M. Night Shyamalan scrive, dirige e produce un cinecomic atipico contraddistinto dalle atmosfere distopiche del thriller psicologico. “Unbreakable” racconta la straordinaria lotta tra l’unico sopravvissuto a un devastante incidente in treno (Bruce Willis) e uno psicopatico affetto da osteogenesi imperfetta (Samuel L. Jackson). Un racconto mistico e suggestivo che trascende nel cinema paranormale senza mai dimenticare la componente emotiva e il finale a sorpresa che caratterizzano il cinema di M. Night Shyamalan. 

Lo chiamavano Jeeg Robot

Cinema italiano e cinecomics. Suona come un ossimoro ma in realtà anche l’entertainment tricolore, se realizzato con intelligenza e maestria, può raccontare avventure leggendarie di uomini straordinari. La prova è “Lo chiamavano Jeeg Robot”, il cinecomic diretto da Gabriele Mainetti e interpretato da Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli e Luca Marinelli che segue le avventure di un ladro divenuto supereroe a causa di un tuffo inaspettato nelle acque del Tevere. Un trionfo di azione, musica e citazioni che dimostra, una volta per tutte, il coraggio di un cinema italiano che non ha paura di abbandonare i canoni del dramma e della commedia a colpi di inquadrature e invenzioni visive degne dei cinecomics d’oltreoceano. 

Blade 

Spider-Man, Iron Man, Capitan America e Thor sono solo alcuni dei numerosi supereroi Marvel. Un universo in continua espansione di cui tutti conoscono  gli eroi più celebri, ma pochi gli antieroi che hanno dominato le sale tra gli anni Novanta e i primi Duemila quando i cinecomics non erano ancora il cuore dell’industria cinematografica mondiale. Diretto da Stephen Norrington e interpretato dall’icona del cinema action Wesley Snipes, “Blade” è un mix di azione, orrore e avventura che, oltre venti anni prima di “Doctor Strange nel Multiverso della Follia”, reinterpreta in chiave horror l’universo dei supereroi. Un’avventura metropolitana ricca di sequenze iconiche, drammi esoterici e incubi urbani che conquista il pubblico e la critica aprendo le porte a due sequel tra cui spicca l’iconico “Blade 2” diretto dal regista premio Oscar Guillermo del Toro. 


The Toxic Avenger

Ci sono film talmente brutti, osceni e scorretti che riescono comunque a far parlare di sé. Uno di questi è sicuramente “The Toxic Avenger”, il capostipite della saga trash diretto da Lloyd Kaufman e Michael Herz e prodotto dalla Troma, la casa di produzione e distribuzione cinematografica nota per scult a basso costo dominati da sequenze splatter e nudità. Un horror che in un modo o in un altro è oggi il simbolo indiscusso del trash: basti pensare che il Vendicatore Tossico, ex teenager imbranato finito in un contenitore di rifiuti tossici, è una creatura mostruosa armata di mocio che combatte contro i crimini di Tromaville. Un cinecomic divenuto l’icona controversa del cinema indie a basso costo ma ad alto tasso di orrore… nel vero senso del termine.  

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