Da pochi lustri si è appreso che le principali catene montuose, contorcendosi come vertebrati, salgono ogni anno di qualche decimillimetro.
Questo libro è per chi gode di tale notizia, e spera invece che il mare si allontani, assieme alle spiagge, alle cabine e ai bagnanti, che sono concettualmente agli antipodi. Il libro si vedrà che è al fondo un po’ stoico, anche un po’ scettico (forse taoista, anche se l’autore certo non lo direbbe); il che serve a moderare i furori alpestri e la foga ascensionale degli zotici, ma anche a far sorgere la voglia di una fuga definitiva e felice tra i monti, con tutto l’indispensabile.
Paolo Morelli nato a Roma, dove vive. Tra i suoi ultimi libri, Caccia al Cristo (DeriveApprodi, 2010), Racconto del fiume Sangro (Quodlibet, 2013), L’arte del fallimento (Sossella, 2014), Né in cielo né in terra (Exòrma, 2016). Per nottetempo ha pubblicato Er Ciuanghezzú, ner paese der Gnente (2004) e Il trasloco (2010).

