Parco Dora a Torino: archeologia post-industriale e arte urbana

Il Parco Dora a Torino è uno dei migliori esempi in Italia di aree post-industriali riconvertite in luoghi di incontro, socialità, arte urbana e cultura underground

Torino, da sempre punto di riferimento per la cultura europea, negli ultimi 20 anni si è contraddistinta sul fronte della valorizzazione del territorio, del paesaggio, del patrimonio storico-culturale, dell’eccellenza dei prodotti locali. Elemento cardine di questa rivoluzione culturale la volontà di dare spazio alle idee dei giovani, nonché uno sguardo all’Europa e all’integrazione. È in questo arco di tempo, infatti, che sono stati inaugurati eventi, festival e progetti socio-culturali di stampo internazionale che hanno riguardato i settori più disparati, dal cinema al turismo, dalla musica all’innovazione, dalla cucina all’arte. Parallelamente il capoluogo piemontese ha fatto grandi passi da gigante anche sul fronte della cultura underground, grazie all’apertura di nuovi spazi per attività creative, ludiche e sociali, a una fitta e attivissima rete di associazioni no profit, a realtà ed eventi dedicati alle produzioni indipendenti e a un fermento generale.

Pochi sanno, ad esempio, che Torino ha un primato importante per quanto riguarda l’arte urbana. Ricorreva l’anno 2010 quando, grazie all’associazione di artisti “Il Cerchio e le Gocce”, vedeva la luce la prima edizione del festival Picturin, con quaranta artisti nazionali e internazionali; si trattava del primo format italiano di arte pubblica, con opere murarie di grandi dimensioni (e non solo) e una line-up d’eccezione.
Questa e tantissime altre sono state, e sono tuttora, le attività e le iniziative lodevoli che, attraverso l’arte urbana e il graffiti writing, hanno dato colore a una grigia città industriale, ma soprattutto hanno contribuito alla rigenerazione artistica e sociale di aree urbane periferiche e di nuovi poli della cultura underground, tra cui il noto Parco Dora.

Parco Dora a Torino, un po’ di storia

Questo parco post-industriale della periferia Nord di Torino è, con i suoi 400.000 m² di estensione, la più grande area dismessa cittadina, di cui una buona parte è stata rigenerata e riqualificata. I lavori riguardanti quest’area, ex stabilimenti della Fiat, sono iniziati nel 2004 e hanno fatto sì che alcune delle vecchie strutture originali della fabbrica fossero mantenute e inserite in un progetto architettonico organico, moderno e post-industriale che includesse anche spazi verdi e strutture atte a valorizzare gli elementi naturali presenti, quali vasche d’acqua e giardini in pietra. L’elemento di raccordo tra le aree del parco è costituito da suggestive scale e rampe sostenute da un muro in cemento. È proprio in questo scenario urbano unico che il “bene comune” si è trasformato in spazi di incontro, condivisione, attività partecipative, libera espressione e, anche e soprattutto, l’arte urbana in tutte le sue forme.

Polmone verde e cuore underground

Pochi posti in Italia sono in grado di convogliare così tante attività urbane come Parco Dora. Tra chi si gode un pic-nic negli spazi di verde, chi fa parkour, chi gioca a calcio o a basket, chi si esercita con lo skateboard utilizzando le rampe in legno collocate sotto un ex capannone, chi passeggia sulle passerelle ammirando il paesaggio, chi si porta le bombolette per dipingere, Parco Dora può essere considerato la massima espressione di luogo sociale urbano italiano. Questo luogo tanto speciale è diventato però famoso, a livello nazionale, soprattutto per essere una sorta di museo a cielo aperto o hall of fame, ovvero una sorta di zona franca in cui artisti e writer possono liberamente lasciare un segno, spontaneamente o all’interno di eventi organizzati.

Graffiti e street art a Parco Dora

Tanti sono gli artisti nazionali e internazionali che da anni si alternano sui muri di Parco Dora o che hanno dipinto in occasione di una trasferta torinese, con un continuo ricambio tipico delle cosiddette hall of fame; tra questi alcuni esponenti e protagonisti della scena italiana ed europea di graffiti writing e arte urbana, tra cui i Guerrilla Spam, Hogre, Ufo5, El Euro, Mr Fijodor, Corn79, Etnik, Kj263, Fabio Petani, Truly Design, Giorgio Bartocci, Carne, Ypbi, Pepecoibermuda, Piove (che ha dipinto qui per i suoi 20 anni di graffiti) e tantissimi altri. In generale non è così difficile imbattersi in writer o gruppi di writer intenti a fare un pezzo o a realizzare un’opera in pieno giorno.

Al di là degli interventi spontanei non sono mancati anche eventi indipendenti, graffiti jam e festival di arte urbana ben strutturati.
La manifestazione apripista di una lunga serie è stata l’edizione del festival Picturin del 2012, nel corso della quale tre artisti di fama nazionale, ovvero Graphic Surgery, 2501 e V3rbo, hanno dipinto le tre imponenti torri dell’area Vitali.

Altra iniziativa interessante all’interno della stessa edizione è stata una graffiti jam il cui intento era quello di decorare un muro lungo 400 mq.
I writer che hanno partecipato hanno dipinto per tre giorni, in un clima allegro e collaborativo, e ciascuno di loro aveva a disposizione una scala cromatica e uno spot di 10 metri x 3. A organizzare la jam Il Cerchio e le Gocce, Monkey Evolution, Style Orange, tutte associazioni che operano su Torino e che si occupano di eventi di eventi di graffiti e street art, mentre gli artisti che hanno partecipato sono Spek, Take 514, Shen, Nape, Morky, Wat, Nahe, Reser, Corn79, Rems182 e Mauro 149, Wens + Ser Two, Krio, Zoer, Erase, Velvet, Arsek, Vesod e la crew Knz.

Dopo il Picturin 2012 diverse sono le jam di graffiti writing che si sono svolte in aree diverse della zona Vitali, in particolare la Dora Jam che nel 2014 ha coinvolto oltre 60 artisti, organizzata dal negozio di graffiti The Spot e l’Associazione Skateboarding Torino, e la Bujo Jam del 2016, con un muro di 90 metri a disposizione per 15 writer.

Altro anno ricco di avvenimenti è stato il 2015, nel corso del quale è stato inaugurato un grande murale dedicato a Bobby Sands. Nello stesso anno si è svolto anche il Colour Experience 2015, ovvero tre workshop e tre interventi artistici voluti dalle associazioni Il Cerchio e le Gocce e Skateboarding Torino, con l’obiettivo di far avvicinare o far approfondire la conoscenza della street art e le tecniche del writing per ridare colore alle rampe da skateboard.

Attualmente il Parco Dora fa parte dell’itinerario dei tour di Street Art Tourino, sempre a cura dell’associazione locale Il Cerchio e Le Gocce, ed è la location prescelta per diversi festival e manifestazioni, tra cui il Torino Street Style, vari festival di birra e di street food, il Kappa FuturFestival di musica elettronica e molto altro ancora. Insomma, tra cultura underground, attività urbane, street art e occasioni di incontro e di divertimento, Parco Dora rappresenta una tappa imperdibile per chi è alla ricerca di spazi sociali cittadini all’interno di una cornice post-industriale unica e suggestiva.

{tutte le foto: Ivana De Innocentis}

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