Out Of The Box | Lilia Miceli

lilia miceli

Lilia Miceli è una vecchia conoscenza di Hoppipolla. Avevamo già avuto modo di chiacchierare di illustrazione e progetti dei sogni nel 2019, in occasione dell’uscita di Myau Zine #7, a cui aveva partecipato con un’illustrazione a tema spazio e da cui era nata una spilla cosmologica con un misterioso serpente a tre occhi.

Abbiamo parlato insieme di cosa è cambiato nel suo lavoro in questi ultimi due anni, del mese del Pride, e ovviamente di astri, simboli e costellazioni.

lilia miceli

Gli astri sono un tema ricorrente nella tua produzione: mi viene in mente “Space Swimmer” per Myau Zine 2019 sino al tuo progetto Starvaganti. Ci racconti di più del tuo rapporto con le stelle e le carte come strumento di conoscenza di sé?

Il mondo dell’esoterico o, più semplicemente, ciò che possa esserci oltre alla realtà che percepiamo con i nostri sensi e ciò che comunica con l’inconscio mi hanno sempre affascinata. In particolare l’astrologia, che si basa su calcoli matematici e geometrie legati al moto degli astri associando questo a varie simbologie che nel tempo hanno preso significati sempre più personali.

Poiché questo accade fin da tempi molto antichi e in tutto il globo, che Plutone influenzi o meno le nostre vite, i significati legati alle stelle possono comunque far risuonare qualcosa dentro di noi e magari portare ad indagarsi più in profondità.

lilia miceli

Di recente hai realizzato una vetrina per Vans per la campagna #togetherasourselves per celebrare il mese del Pride: ci dici di più di questo progetto e come ti sei approcciata a questo lavoro?

Il mese del Pride è un’occasione, per chi lotta per i diritti della comunità lgbtqi+ , di fare una sorta di resoconto dell’anno passato. In questo periodo si stanno muovendo molte cose e in direzioni differenti: da una parte sempre più apertura e informazione, dall’altra paesi che prendono una via reazionaria e in Italia le ridicole lotte di alcun* che cercano di ostacolare il DDL Zan. 

C’è parecchia rabbia oltre alla gioia e all’orgoglio. Il Pride è chiassoso e colorato proprio perché è il momento maggiore visibilità di una rivoluzione che tant* fanno ogni giorno.

Volevo esprimere tutto questo e così, a primo impatto, si percepisce tanto colore e leggerezza, con una parata che vola tra le nuvole, ma nella quale sventolano bandiere e volano identità  chiaramente riconoscibili, non volevo essere rassicurante, ma attirare l’attenzione e incuriosire senza edulcorare nulla cercando di dare una rappresentazione più inclusiva e varia possibile: persone non binarie, transgender, bisessuali, disabili, nere, famiglie arcobaleno. 

Perchè colorat* non significa meno arrabbiat*.

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Le microanimazioni e i loop sono parte integrante del tuo linguaggio: quali pensi siano le possibilità specifiche di questo mezzo che sta a metà tra l’illustrazione statica e l’animazione?

Ho iniziato a creare gif animate dopo aver finito la scuola di animazione, avevo già scelto di cambiare rotta verso l’illustrazione, ma non volevo perdere del tutto la mano e così le gif mi sono sembrate un’ottima via di mezzo tra le due arti, perché possono regalare a delle illustrazioni un po’ della magia del movimento.

Cosa metteresti in una capsula del tempo?

Diari segreti di varie persone in tutto il mondo, così le popolazioni del futuro potranno empatizzare con noi umani del passato e magari si spiegheranno il perchè di tante barbare abitudini oppure scopriranno che, nonostante saranno passati millenni, gli esseri umani sono sempre le stesse scimmie perse in un’ infinità di domande.

lilia miceli

Se potessi incorniciare un momento dell’ultimo anno di cui sei particolarmente fiero, quale sarebbe?

Quello che sto vivendo, sono stati mesi di cambiamenti e passi che mai avrei immaginato un anno fa, adesso sto iniziando a vederne i frutti e mi do qualche pacca sulla spalla.

Un libro, un disco o un fumetto che hai comprato a scatola chiusa?

In bocca al lupo di Fabian Negrin: ero andata in libreria per ordinare dei libri che avevo appuntato durante una conferenza, il libro in questione era scritto tra gli altri, ma non era tra quelli che mi interessava acquistare. Avevo sottolineato quelli scelti per l’ordine e dato l’elenco al libraio. Giorni dopo tornai in libreria e mi ritrovai tra le mani solamente In bocca al lupo, leggendolo me ne innamorai e scordai di riordinare gli altri.

lilia miceli

Il gatto di Schrödinger è vivo o morto?

È vivo e si sta godendo una dormita di 16 ore, da bravo gatto.

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