Come allenare la fantasia?

Riflessioni e risposte per creativi alle prese con il logorio della vita moderna

Uno dei primi film della storia dell’umanità ci ricorda di come solo all’epoca dei nostri bisnonni – un’epoca lontana certo, ma anche vicinissima se paragonata all’intera storia del genere umano – la luna, lo spazio e le stelle fossero dei miraggi misteriosi, luoghi fantastici su cui fantasticare in libertà. Il film in questione è Viaggio nella Luna di Georges Méliès (1902) nel quale un razzo sparato da un cannone raggiunge la luna conficcandosi nel suo occhio (la Luna veniva infatti rappresentata come un grande e pallido volto, con occhi, naso e bocca).

Di lì a poco, cannoni e astri con occhi, naso e bocca avrebbero lasciato il posto a navicelle, cosmonauti e astronauti: eravamo meno ingenui e anche meno disposti alla fantasia. Oggi anche le cartoline che ritraggono Jurij Gagarin sorridente, un semi-dio munito di casco “CCCP”, ci fanno sorridere. Feticci destinati, al massimo, a essere appesi all’ingresso delle nostre case o intrappolati sotto una calamita sul frigo.

Ma quand’è che la corsa al realismo si è fatta così forsennata? Di certo non con l’avvento del Progresso. L’entusiasmo e la capacità di immaginare hanno infatti molto più a che fare con l’essere in grado di costruire storie o avere voglia di ascoltarle, più che di crederci veramente. Per intenderci, quando per la prima volta si raccontava la storia di un certo gigante con un solo occhio, poi divenuto Polifemo, probabilmente nessuno credeva davvero nella sua esistenza (c’mon!), ma tutti, a quanto pare, erano profondamente convinti di aver bisogno di ascoltare quella storia. I nostri antenati, i quali avevano di certo altre e diverse preoccupazioni per la mente (cfr. epidemie, carestie, invasioni, mortalità precoce ecc.) riuscivano a dedicare spazio ad attività creative mentre noi, i pronipoti intelligenti che non si impegnano, soffriamo sempre più spesso del blocco creativo e, sempre meno, riusciamo a leggere i libri che vorremmo (operazione necessaria anche per scriverli, i libri).
Anche volendo prendere esempio dai nostri avi, risulta improbabile che riusciremo mai a trovare il tempo per riunirci ancora intorno al fuoco ad ascoltare storie. Se però ogni epoca ha i suoi strumenti, potremmo trovare stratagemmi in grado di avvicinarci a un’attività che per secoli ci è stata così familiare.

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Per esempio il fenomeno delle comunità di lettori che si avvalgono degli audiolibri si è radicato negli anni e sta crescendo un po’ ovunque. All’inizio sembrava difficile avere accesso a una grande varietà di contenuti da ascoltare. Nonostante tutto però, l’idea dell’ascolto come valida alternativa alla lettura tradizionale e come attività in grado di stimolare la creatività, ha preso piede fino a diventare per molti un’abitudine insostituibile. L’opzione dell’ascolto è una forma a cui tutti noi siamo stati abituati quando eravamo bambini ma anche un utile rimedio alla perdita degli spazi deputati al tempo libero e alla scoperta di nuove narrazioni. La mattina sull’autobus che ci porta a lavoro, mentre facciamo la spesa, quando siamo in fila alle poste o mentre sudiamo in palestra.

L’audiolibro amplifica le possibilità di fruizione delle storie, in pratica – per la prima volta e in modo del tutto rivoluzionario – fa in modo che sia lo spazio dedicato al libro a rosicchiare tempo alle mansioni, molto spesso meccaniche, che affollano le nostre giornate.

Una delle piattaforme più fornite è Storytel, che con oltre 50.000 titoli (dal bestseller di fama internazionale, fino all’uscita indipendente) è sicuramente il luogo perfetto dove recarsi per iniziare questo percorso di riscoperta creativa.

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5 titoli da non perdere su Storytel

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Quando siete felici fateci caso di Kurt Vonnegut | narrato da Edoardo Sivaro

Limonov di Emmanuel Carrère | narrato da Claudio Santamaria


Divorare il cielo di Paolo Giordano | narrato da Alba Rohrwacher

Ragazze elettriche di Naomi Alderman | narrato da Tamara Fagnocchi

Faremo foresta di Ilaria Bernardini | narrato da Ilaria Bernardini
Divorare il cielo di Paolo Giordano | narrato da Alba Rohrwacher

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