Queering the Tarot: astrologia, tarocchi e cultura queer

Le pratiche culturali legate al magico e al trascendentale hanno una storia di appropriazione e riappropriazione continua: la queerness ne è parte fondativa, passando per periodi di maggiore inclusione e altri di codificazione più forte che riflettono lo spirito dei propri tempi.

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L’archetipo del segno Scorpione: L’alchimista nel progetto Starvaganti di Lilia Miceli

E mai come in questo periodo lo spirito dei tempi sembra essere rivolto alle costellazioni e ai sistemi simbolici, come l’astrologia e la lettura dei tarocchi. Un sondaggio del 2018 del Pew Research Center ha rilevato che il 30% degli adulti in America ha qualche credenza di tipo astrologico, una percentuale in crescita rispetto al 25% del 2009 e un livello di penetrazione culturale mai così alto dagli anni Settanta, il decennio che per eccellenza è associato nella mentalità comune alle pratiche trascendenti.

L’astrologia e la lettura delle carte tendono ciclicamente ad emergere nella consapevolezza collettiva nei periodi di forte mutamento della società – lo faceva notare già Adorno negli anni Cinquanta – in cui i sistemi tradizionali di creazione di senso non sono in grado di rispondere ai bisogni degli individui. Non è quindi una sorpresa che i millennial e ancora di più la cosiddetta Gen Z siano due dei segmenti più interessati da questo rinato interesse; oltretutto l’astrologia domina e si inserisce perfettamente nel linguaggio dei meme, una lingua fatta di archetipi che funge da moneta di scambio sociale e culturale.

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La carta del Sole di Queer Arcana, progetto ideato da Arianna Rogialli

Ogni nuova generazione reinventa gli stessi strumenti secondo il proprio sistema di riferimento culturale e valoriale. Secondo Esther Perel, al senso di identità che le generazioni precedenti erano solite estrapolare da fattori dati a prescindere come il luogo di nascita, la famiglia di provenienza o la comunità d’origine, si è stato affiancato e a volte sostituito un senso di identità più fluido e determinato dalle scelte degli individui. L’autoaffermazione di sé diventa quindi atto politico.

Nell’interpretazione di Oliver Pickle – scrittore e editor il cui lavoro ha vinto un Lambda Award per la raccolta The Collection: Short Fiction from the Transgender Vanguard – per molte persone appartenenti alla comunità LGBTIQA+, i sistemi simbolici dei tarocchi e dell’astrologia sono una modalità di contatto con la trascendenza maggiormente accessibile rispetto alle tradizionali dottrine religiose: «Nella mia esperienza le persone hanno bisogno e desiderano i riti e gli strumenti di costruzione di senso e le persone queer – così come molte altre fasce della popolazione escluse dalle pratiche mainstream – trovano e usano gli strumenti a cui hanno accesso, e li adattano alle propri necessità. E i tarocchi sono estremamente malleabili».

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Star Spinner Tarot, Trung Nguyen

Nati in Italia settentrionale durante il Rinascimento come carte da gioco, solo dalla fine del diciottesimo secolo in poi i tarocchi sono stati associati a pratiche esoteriche. Il mazzo più famoso, quello la cui iconografia viene immmediatamente associata nell’immaginario popolare alle pratiche divinatorie è il mazzo Rider-Waite, pubblicato per la prima volta nel 1910.

Le illustrazioni furono realizzate da Pamela Colman Smith, nota col soprannome di Pixie, artista il cui lavoro ha incrociato alcuni dei momenti più significativi del proprio tempo, dall’illustrare le opere di William Butler Yeats alla fondazione del Suffrage Atelier, un collettivo di illustratrici professioniste che mettevano il proprio lavoro e le proprie opere al servizio della causa per il suffragio femminile in Gran Bretagna.

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Rider-Waite tarot, Pamela Smith

Le figure allegoriche disegnate da Smith diventeranno la base con cui si confronteranno tutti i creatori di mazzi nei decenni a venire. Un movimento di rielaborazione continua che non accenna a fermarsi o a conoscere crisi, come sottolinea Oliver Pickle: «Sospetto che il desiderio per l’aspetto magico dell’esistenza e la necessità di auto-rappresentazione non cambino granché nel corso del tempo, e questa è la ragione per cui le persone continuano a creare nuovi mazzi e nuovi sistemi di lettura».

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Tarot Of The Divine, Yoshi Yoshitani

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