Il cinema noir nasce dal “romanzo nero”, una variante più affascinante e “misteriosa” del classico poliziesco diffusosi negli Stati Uniti negli anni venti del XX secolo. Un genere che, tra il 1941 e il 1958, conquista il grande schermo con il debutto in sala di cult del calibro de “Il mistero del falco” di John Huston e “L’infernale Quinlan” di Orson Welles.
Come tutti i generi degni di nota, il noir presenta alcuni tòpoi fondamentali che ne cristallizzano l’identità e lo stile visivo: dall’ambientazione cittadina e la natura autodistruttiva del protagonista fino al misterioso omicidio e la conturbante femme fatale. Dal tocco onirico di David Lynch allo sguardo visionario di Paul Thomas Anderson, ecco cinque film noir dal sapore indie da non perdere:
Mulholland Drive: Dopo il successo de “I segreti di Twin Peaks”, David Lynch realizza il pilot di una serie tv che trascende in uno dei noir più belli degli ultimi venti anni. Interpretato da un cast stellare composto da Naomi Watts, Laura Harring e Justin Theroux, Mulholland Drive racconta “una storia d’amore nella città dei sogni” con lo stile onirico e il linguaggio aperto a interpretazioni di uno degli autori più originali della settima arte. Un capolavoro senza tempo ricco di visioni da incubo, sogni a occhi aperti ed erotismo scandito dalla potenza visiva del regista di “Velluto blu” e “Cuore selvaggio”.
Vizio di forma: Tratto dal celebre romanzo di Thomas Pynchon, “Vizio di forma” è, prima di tutto, un film di Paul Thomas Anderson. Un regista che, dopo opere del calibro di “Boogie Nights”, “Magnolia”, “Il petroliere” e “The Master” ma prima de “Il filo nascosto”, firma un noir dominato dalla performance del premio Oscar Joaquin Phoenix. Ambientato nella Los Angeles degli anni Settanta, “Vizio di forma” è un cult caratterizzato da personaggi bizzarri, indagini misteriose, ironia grottesca, immagini psichedeliche e un trionfo di citazioni che segnano la malinconica fine di un’epoca.
Jackie Brown: Quentin Tarantino è uno di quei rari autori in grado di trasformare in oro tutto quello che toccano. Ma alcuni dei suoi film sono divenuti cult apprezzati dal pubblico (e da una parte della critica) solo con il tempo. Uno di questi è Jackie Brown, il thriller a tinte noir tratto dal romanzo “Punch al rum” di Elmore Leonard.
Interpretato dall’iconica Pam Grier e da un cast di star composto da Samuel L. Jackson, Robert De Niro, Bridget Fonda e Michael Keaton, Jackie Brown è un cult privo dell’ironia e della violenza che contraddistinguono il cinema “tarantiniano” ma pervaso da uno stile lineare e un respiro noir che omaggiano il fenomeno della blaxploitation.
Memento: Dopo lo sperimentale e semi-sconosciuto “Following”, Christopher Nolan scrive e dirige “Memento”, un thriller noir che lo consacra tra le promesse di Hollywood. Una promessa mantenuta perché, dopo il cult con Guy Pearce e Carrie-Anne Moss, Nolan dirige film del calibro di “The Prestige”, “Il cavaliere oscuro”, “Inception” e “Interstellar”. Un regista che confeziona la suggestiva vicenda di un detective segnato da una particolare amnesia che lo porta a dimenticare tutti i ricordi a breve termine. Impreziosito da un linguaggio cinematografico unico e da un sorprendente e macchinoso montaggio, “Memento” è un noir che conquista dalla prima all’ultima sequenza.
Drive: Tra i film che hanno segnato l’immaginario mondiale degli ultimi dieci anni ha un ruolo d’onore “Drive”, il capolavoro visionario di Nicolas Winding Refn che consacra l’allora già famoso ma ancora inesploso Ryan Gosling tra le star di Hollywood.
Tratto dall’omonimo romanzo di James Sallis, “Drive” racconta la storia di un pilota d’auto e stunt-man cinematografico che collabora con il mondo criminale. Un noir caratterizzato da colori patinati e immagini crude che ridefinisce il cinema di genere attraverso una storia d’amore pervasa da violenza e malinconia.


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