Il cinema italiano è sinonimo di dramma e commedia. Una tipologia di entertainment che, dai primi anni del XX secolo, ha dettato le regole del cinema internazionale grazie al talento dei più grandi registi della settima arte: da Federico Fellini e Michelangelo Antonioni a Vittorio De Sica, Bernardo Bertolucci e tanti altri. Un successo straordinario che, spaziando dall’horror (Mario Bava) e il western (Sergio Leone) al dramma (Luchino Visconti) e la commedia (Pietro Germi), ha promosso anche il cinema indie. Negli ultimi dieci anni, sono tanti i film che hanno conquistato il pubblico e la critica attraverso storie ricche di humour, genialità, coraggio e follia.
Cristian e Palletta contro tutti (2016)
Se il 2021 ci ha ridato la gioia di andare al cinema, ci ha anche rubato uno dei più grandi attori della sua generazione: Libero De Rienzo. Uno di quei rari talenti in grado di spaziare dalla commedia al dramma con semplicità: dai più commerciali “Santa Maradona” e “Smetto quando voglio” al divertente, e per molti sconosciuto, “Cristian e Palletta contro tutti”. Diretto da Antonio Manzini e interpretato da Libero De Rienzo e Pietro Sermonti, il film omaggia la commedia all’italiana e il teatro dell’assurdo tra battute irresistibili, soluzioni narrative folli e un pizzico di surrealtà. Un buddy movie tanto divertente quanto inaspettato da vedere e rivedere anche solo per ricordare l’immortale talento di Libero De Rienzo.
Orecchie (2016)
Tra le commedie più interessanti e purtroppo sottovalutate degli ultimi anni, “Orecchie” ha un ruolo d’onore. Scritto e diretto da Alessandro Aronadio e interpretato da Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek e Rocco Papaleo, “Orecchie” racconta la bizzarra storia di Luigi e del fastidioso fischio nelle orecchie che lo perseguita. Riuscirà a scoprirne le origini? Girato in uno straniante bianco e nero, “Orecchie” è una commedia sui generis che, omaggiando le opere di Ugo Tognazzi e Dino Buzzati, racconta una società di vizi, follia e felicità apparente.
Lo chiamavano Jeeg Robot (2015)
Un film indie che omaggia i cinecomics in chiave tricolore può diventare un cult del cinema italiano? La risposta, che oggi appare scontata, è la dimostrazione che, in un entertainment saturo di melodrammi e cinepanettoni, il rischio, il coraggio e la sperimentazione possono conquistare uno straordinario successo di pubblico e critica. Presentato in sordina alla Festa del Cinema di Roma 2015, “Lo chiamavano Jeeg Robot” è un vero e proprio cult cinematografico impreziosito dalla regia dal respiro internazionale di Gabriele Mainetti e dalle performance stellari di Claudio Santamaria, Ilenia Pastorelli e Luca Marinelli: l’immortale Zingaro della iconica sequenza musicale sulle note di “Un’emozione da poco” di Anna Oxa.
Via Castellana Bandiera (2013)
Presentato in anteprima alla 70° Mostra del Cinema di Venezia, “Via Castellana Bandiera” è l’interessante opera prima scritta, diretta e interpretata da Emma Dante. Una regista teatrale che, dopo un lungo percorso nel teatro italiano, debutta davanti e dietro la macchina da presa con un film tratto dal suo omonimo romanzo. Interpretato da Emma Dante, Alba Rohrwacher ed Elena Cotta, “Via Castellana Bandiera” vede tre donne in fuga dalle rispettive vite incastrarsi nelle rispettive macchine in una via troppo stretta e priva di senso di marcia. L’unica soluzione per uscire dall’impasse è fare marcia indietro in questa opera cinematografica dal respiro teatrale che racconta le vite, il disagio, la disillusione e il blocco fisico ed emotivo di una grande parte d’Italia.
L’ultimo terrestre (2011)
Prima di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, Gian Alfonso Pacinotti esplora una tematica chiave del cinema internazionale in un film indie tanto imperfetto quanto sicuramente degno di nota. Presentato in anteprima alla 68° Mostra del Cinema di Venezia, “L’ultimo terrestre” racconta la triste esistenza di Luca, un uomo dominato da un senso di abbandono e inadeguatezza. La sua vita è un susseguirsi di azioni sui generis accompagnate da un’invasione aliena in cui i veri diversi siamo noi terrestri. Sospeso tra personaggi folli e humour bizzarro, “L’ultimo terrestre” è un esperimento non del tutto riuscito che consacra il coraggioso tentativo di un regista di realizzare qualcosa di diverso nel cinema italiano. E anche se il risultato non è degno del cinecomics tricolore di Gabriele Mainetti, merita un posto d’onore tra i film indie italiani più bizzarri di sempre.


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